DAL CCA dbr DOMANDA DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI CARRARA PER CAPIRE CHI SULLA BASE DI QUALI CRITERI ABBIA POTUTO CONCEDERE I PERMESSI PER REALIZZARE UNA DISCARICA DI INERTI IN UN’AREA FORTEMENTE INQUINATA DA CROMO ESAVALENTE

DAL CONVEGNO PROMOSSO DAL CCA dbr E’ SCATURITO UN CONFRONTO POSITIVO CON LE AMMINISTRAZIONI DEGLI ENTI LOCALI
18 Gennaio 2021
BANDO AGLI EQUIVOCI. OGNI SINDACO DICHIARI SE VUOLE UN SOGGETTO PUBBLICO O PRIVATO PER GESTIRE IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
10 Febbraio 2021
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COMUNICATO STAMPA DEL 2/02/2021

Negli scorsi mesi il CCA dbr, aveva provveduto a segnalare, attraverso un esposto alla Procura di Massa, la situazione assai critica dell’area SIN ex Ferroleghe di Carrara (fortemente inquinata da cromo esavalente, uno dei più potenti cancerogeni) e come questa già precaria situazione fosse stata aggravata dal grande accumulo di materiali inerti sopra due vasche contenenti migliaia di tonnellate di fanghi cromici rimaste nel sito, compiuto, dopo la messa in liquidazione della Ferroleghe Spa, dalla ditta Materie Prime Secondarie  (MPS) Srl, a cui, nei primi anni ’90, furono concessi i permessi per il realizzare tale discarica di inerti sopra l’area ex Ferroleghe, ancora da bonificare.

Ieri è comparso sulla stampa un articolo nel quale si riportava la notizia che nel decreto dirigenziale della Regione Toscana n. 9091 del 19 giugno 2020 è scritto che la Regione Toscana non può procedere ad adottare un’ordinanza volta ad imporre all’attuale proprietà dell’area ex Ferroleghe, il Consorzio Investimenti Produttivi (CIP) Srl, gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale dell’area sopra citata, in quanto CIP Srl non è soggetto responsabile di tale inquinamento.

“Sulla scorta di quanto lettodichiarano i membri del CCA dbrsiamo molto preoccupati, in primo luogo per la salute e per l’ambiente, perché questa grande mole di detriti graverebbe, come confermato dal medesimo giornale, su due vasche sottostanti, contenenti migliaia di tonnellate di fanghi cromici, i quali, spinti da tale peso, contribuiscono ad inquinare ulteriormente la falda acquifera, sia all’interno dell’area ex Ferroleghe che nell’adiacente abitato del Murlungo, posto a valle di essa. In secondo luogo, il nostro motivo di apprensione è relativo al fatto che, in base a quanto si legge nel citato decreto regionale, il procedimento volto ad individuare i responsabili di tale gravissimo inquinamento si sarebbe chiuso in maniera infruttuosa, perché oggi sia Ferroleghe Spa che MPS Srl risultano fallite e non è possibile rivalersi su di esse. E’ per queste motivazioni, proseguono i rappresentanti dei cittadini, che ieri abbiamo inoltrato una domanda di accesso agli atti al Comune di Carrara (Legge 241 del 7.8.1990 e successive modifiche e integrazioni)  per sapere chi, ai vari livelli di responsabilità, nei primi anni ’90 concesse alla dittaMPS Srl i permessi per realizzare una discarica di inerti sopra un’area ancora da bonificare.  Stante la difficile situazione, le operazioni di bonifica sarebbero interamente a carico dei cittadini e non di chi ha inquinato. E ciò è veramente intollerabile”.