LA CAMPAGNA #acquainborsaNOgrazie. Il CCA dbr CHIEDE AI COMUNI SOCI DI G.A.I.A. SpA SE VOGLIONO UNA SOCIETA’ PUBBLICA O PRIVATA CHE GESTISCA L’ACQUA.

SE L’ACQUA NON E’ POTABILE L’UTENTE HA DIRITTO ALLA RIDUZIONE DEL CANONE ED AL RISARCIMENTO DEL DANNO
18 Febbraio 2021
LETTERA APERTA DI 200 ORGANIZZAZIONI ALLE MASSIME ISTUZIONI NAZIONALI ED EUROPEE PER RICHIEDERE ATTENZIONE SU VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E ALTRE VALUTAZIONI AMBIENTALI
4 Marzo 2021
SE L’ACQUA NON E’ POTABILE L’UTENTE HA DIRITTO ALLA RIDUZIONE DEL CANONE ED AL RISARCIMENTO DEL DANNO
18 Febbraio 2021
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4 Marzo 2021

COMUNICATO STAMPA DEL 28/2/2021

Abbiamo appreso con piacere che il vicesindaco di Carrara con delega alle Partecipate Matteo Martinelli ha dichiarato pubblicamente, a mezzo stampa, di essere d’accordo sulla trasformazione del servizio idrico GAIA SpA  edha colto anche l’occasione per condividere con i cittadini le tante difficoltà incontrate nel corso della sua attività politica e di amministratore per arrivare ad intraprendere la strada della ripubblicizzazione del servizio ed arrivare a realizzare un soggetto di diritto pubblico come lo è l’Azienda Speciale Consortile.

 “A questo punto i cittadini – dichiarano i membri del CCA dbr  – hanno diritto di sapere cosa intendono fare, in tutta trasparenza, anche gli altri SINDACI i cui comuni sono soci di GAIA Spa, tanto più che questa società non fa che creare problemi ai territori, e come più volte dichiarato, presenta conti molto ‘salati’ in quanto ha tra le bollette più alte d’Italia”.

Pertanto  il CCA dbr (*) lancia AI SINDACI, ancora una volta, un appello affinché dichiarino apertamente se vogliono rendere finalmente pubblico il servizio.

Forse questi stessi sindaci non hanno ancora capito bene quale sia la posta in gioco rispetto all’acqua, un bene comune e diritto essenziale per la vita. Forse non sanno cosa è accaduto il 7 dicembre 2020, ovvero il giorno in cui, per la prima volta nella storia, l’acqua è stata quotata in borsa e trattata proprio come una merce qualsiasi (cioè una borsa, un mobile, una macchina ecc.).

Forse vale la pena ricordare che i cittadini sono molto preoccupati rispetto a ciò che sta accadendo. Non è un caso che sia in atto una petizione nazionale a questo link (https://www.change.org/p/mario-draghi-quotazione-in-borsa-dell-acqua-no-grazie?redirect=false ) titolata #acquainborsaNOgrazie”, promossa dal ‘Forum Italiano dei movimenti per l’acqua’, e che  in pochi giorni essa abbia già raccolto quasi 50.000 firme.  

Con questa campagna si chiede al Governo italiano di:

  • prendere posizione ufficialmente contro la quotazione dell’acqua in borsa;
  • approvare la proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” (A. C. n. 52) in discussione presso la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati;
  • sottrarre ad ARERA le competenze sul Servizio Idrico e di riportarle al Ministero dell’Ambiente;
  • di investire per la riduzione drastica delle perdite nelle reti idriche;
  • di salvaguardare il territorio attraverso investimenti contro il dissesto idrogeologico;
  • impedire l’accaparramento delle fonti attraverso l’approvazione di concessioni di derivazione che garantiscano il principio di solidarietà e la tutela degli equilibri degli ecosistemi fluviali.