I CITTADINI E LE IMPRESE SONO STANCHI DI PROMESSE. LE ISTITUZIONI DIANO CERTEZZA DELL’AVVIO DELLE BONIFICHE DEL S.I.N. DI MASSA CARRARA
17 Febbraio 2022
REPLICA DEL CCA dbr E DI FEDERALBERGHI ALLE DICHIARAZIONI DEL GESTORE IDRICO  GAIA
6 Aprile 2022
I CITTADINI E LE IMPRESE SONO STANCHI DI PROMESSE. LE ISTITUZIONI DIANO CERTEZZA DELL’AVVIO DELLE BONIFICHE DEL S.I.N. DI MASSA CARRARA
17 Febbraio 2022
REPLICA DEL CCA dbr E DI FEDERALBERGHI ALLE DICHIARAZIONI DEL GESTORE IDRICO  GAIA
6 Aprile 2022

COMUNICATO STAMPA DEL 25/02/2022

Il rapporto preliminare ambientale del nuovo Piano regolatore portuale, oltre ad essere un testo molto lacunoso, che spesso e volentieri tratteggia i temi a grandi linee, senza mai entrare davvero nel dettaglio, contiene un’affermazione che lascia basiti: “Le spiagge a levante del Porto di Marina di Carrara e della Versilia oggi sarebbero in erosione anche senza che fosse avvenuta la costruzione del Porto”.

Il documento sostiene anche che “questo è un dato di fatto riconosciuto da tutti gli esperti che a vario titolo si sono cimentati sul tema corso degli ultimi decenni” e suffragato da “molteplici studi”, dei quali però è citato solo quello commissionato dal Ministero dell’Ambiente a Deltares, consegnato nel luglio 2006.

Per dimostrare la parzialità ed infondatezza di questa ricostruzione, è sufficiente citare la relazione della Commissione Lizzoli, che, già nel 1802, affermava che, nel caso si fossero realizzati i porti di Carrara e Viareggio, si sarebbe verificata una perdita di 200 passi di spiaggia ogni 52 anni. E’ stato poi accertato, tra il 1938 ed il 1998, un arretramento della linea di riva di ben 106 metri a levante dello scalo commerciale carrarese. Prima della costruzione di questo approdo, invece, la spiaggia aumentava di 4 metri l’anno.

E’ stato proprio sulla base di tali motivazioni che nel 2002 l’allora ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, di concerto con quello dei Beni culturali, decideva di bocciare la variante al piano regolatore portuale elaborata l’anno precedente dalla Port Authority carrarese, evidenziandone l’incompatibilità ambientale, socio-economica ed idrogeologica. A sancire la bocciatura, confermata dal Tar del Lazio nel 2006 (l’Autorità portuale presentò ricorso, ma esso fu respinto), era il decreto 8065 del 20 dicembre 2002, che concludeva: “Si ritiene pertanto opportuna la previsione di una nuova soluzione progettuale meno impattante di quella prevista, (….) e che miri ad una correzione dell’erosione anziché confermarla”.

La correlazione esistente tra la presenza del porto e l’erosione è stata sottolineata anche da 59 scienziati di tutto il mondo, relatori al Forum internazionale del mare e delle coste, istituito e promosso dal Comune di Forte dei Marmi dal 2001. Nel 2018, in particolare, il Forum ha dedicato un’intera mattina al tema della Morfodinamica costiera nel rilievo della interazione fra porti e coste. “Instabilità fra Porti e coste adiacenti, una non facile e costosa relazione” il titolo dell’intervento del professor Edward Anthony Cerege dell’Università di Marsiglia, “Influenza dei porti sulla stabilità della linea di costa nel Mediterraneo Spagnolo” quello del Prof José Jiménez, dell’Università di Barcellona, “Porti e Spiagge: puoi avere entrambi?” quello del professor Arthur Trembanis, dell’Università del Delaware (Usa.).

Alla luce di tutto questo, come si può avere il coraggio di sostenere che tutti gli esperti in materia sarebbero oggi orientati a credere che l’erosione a Marina di Massa ed in Versilia non è dovuta al porto di Carrara?