LEGAMBIENTE SI ESPRIME SUL BIODIGESTORE ANAEROBICO: SPERANZA PER LE ISTITUZIONI, MA NON PER IL TERRITORIO

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COMUNICATO STAMPA DEL 02/07/2023

“Per fare una vera operazione verità bisogna innanzitutto non raccontare la mezza messa. E ci dispiace che Legambiente abbia voluto con uno slogan demolire le posizioni dei comitati ambientalisti senza confutare gli argomenti scientifici e tecnici portati nel dibattito al convegno a Palazzo Binelli di Carrara” – dichiarano l’ing. Lanfranco Pambuffetti e Carlo Ruocco del Comitato Sarzana, che botta! intervenuti all’iniziativa anche a nome del Comitato Biodigestore Saliceti di Vezzano Ligure.

“Se l’obiettivo primario – dichiarano – è dare una risposta sostenibile per l’ambiente, il biodigestore non è la soluzione ottimale. Madre Natura insegna che i rifiuti organici sono facilmente deperibili e si degradano producendo materia (fertilizzante) col processo di compostaggio, ovviamente realizzato in maniera modulare e operante a circuito chiuso.

L’obiettivo di un biodigestore, al contrario, è soprattutto quello di produrre biometano attraverso la fermentazione in assenza di ossigeno del rifiuto organico. Per compiere questa trasformazione impiega una grande quantità di energia elettrica e termica, circa 400 chilovattore a tonnellata di rifiuto (per gli impianti di cui sono noti i dati). La domanda è: che senso ha consumare energia, generata producendo CO2, per produrre un gas che bruciando genererà altra CO2? E non si può tacere in “un’operazione verità” che nel processo di separazione del biometano dal biogas, generato dalla fermentazione anaerobica del rifiuto, si produce altra CO2. I cittadini si chiederanno: ma perché costruire un impianto che produce grande quantità di gas climalterante per i prossini trent’anni? La risposta gli stessi cittadini la possono trovare nelle bollette di luce e gas che pagano alla voce ‘oneri di sistema’. Sono i lauti incentivi che lo Stato eroga alle società che producono biometano. Non lo diciamo noi. Lo hanno affermato in una loro memoria gli avvocati di Iren in un recente procedimento al TAR: senza gli incentivi pubblici questi impianti non sono economicamente sostenibili.

Non a caso nella piramide della sostenibilità ambientale dell’Unione Europea il compostaggio è considerato più virtuoso della produzione di energia da digestione anaerobica.

E diciamolo ai cittadini che un biodigestore della stessa taglia del Cermec produce il 50% di rifiuti, di cui l’8% in forma gassosa scaricato in atmosfera, il 20% solido da trattare, il 22 % liquido da avviare ai depuratori.  Vi sembra un processo ambientale virtuoso?

Un altro tassello mancante alla operazione verità dell’esperto di Legambiente: la valutazione dell’efficienza energetica, cioè il rapporto tra energia investita ed energia ottenuta. Questa la classifica per rendimento: idroelettrico 24 (cioè investi 1 e ottieni 24); carbone 8; biomasse e fotovoltaico 7; eolico 5; biodigestore 1.2 (quando l’impianto deve servire un territorio con distanze medie superiori a 50 chilometri).

In tempi di forte siccità, vogliamo tenere conto dei consumi di acqua? I biodigestori sono impianti che richiedono una tonnellata d’acqua ogni 5 tonnellate di rifiuti”.

Inoltre, in sede di convegno sono state fatte rigorose considerazioni dalla dottoressa Gioia Giusti di Fridays For Future Massa in tema di salute umana:

“Le sostanze tossiche emesse da questo tipo di impianto sono molte di più rispetto a quelle che vengono controllate per legge. Bisogna ricordare che quando si parla di ‘odori molesti’ si parla di composti organici volatili, tra i quali si possono annoverare anche benzene e formaldeide, cancerogeni di tipo I nella classificazione IARC. Inoltre, la qualità del biodigestato non è paragonabile a quella del compost dal momento che la concentrazione di metalli pesanti aumenta del 50% rispetto al compostaggio aerobico; non vengono degradati i fenoli, che hanno effetti negativi sul microbioma naturale del terreno agrario e sulla sua conservazione, e non vengono eliminate le eventuali spore dei clostridi, tra cui il botulino. Siamo favorevoli a proseguire il confronto sulla base di dati tecnici e scientifici solidi che tengano in considerazione anche lo stato attuale di inquinamento e mancate bonifiche del nostro territorio”.

“La Regione Toscana e le istituzioni competenti nel marzo scorso non hanno accolto la domanda della rete delle associazioni e dei comitati (ben quattordici) di farsi promotori istituzionalmente di un percorso partecipativo   democratico sotto la forma del contraddittorio pubblico ed è proprio per evitare almeno la retorica istituzionale della trasparenza del Cermec, che i membri del CCA dbr, non hanno voluto partecipare alla conferenza di Legambiente.

La dichiarazione rilasciata in merito dall’assessore all’ambiente di Massa Roberto Acerbo in sede di conferenza, si è dimostrata l’ennesima beffa: “La società che realizzerà l’impianto è disponibile, dopo la sua costruzione, ad avviare un Osservatorio”.

Forse l’assessore all’ambiente non ha del tutto chiaro che la Direttiva UE, su informazione e partecipazione nei procedimenti a rilevanza ambientale – come ci ricorda il giurista ambientale Marco Grondacci – il coinvolgimento della comunità locale va svolto prima della decisione e non quando i giochi sono fatti.

Per concludere, appare chiaro che l’operazione messa in atto da Legambiente accorre gratuitamente in aiuto alle istituzioni messe in difficoltà dal movimento ambientalista che si batte perché vengano rispettati i diritti della cittadinanza. Le istituzioni hanno infatti deciso di non procedere con la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)  ma, piuttosto, con il procedimento autorizzativo di A.I.A., che riduce fortemente la partecipazione limitandola alle semplici osservazioni”. 

Sottoscrivono il comunicato stampa le seguenti organizzazioni:

-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps  e CCAdbr

-Associazione Comitato Acqua alla gola Massa e CCAdbr

-Movimento Consumatori Nazionale aps e CCAdbr

-Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua e CCAdbr

-Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara e CCAdbr

-IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità e CCAdbr

-Magliette Bianche di Massa Carrara e CCAdbr

-Con il supporto del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (Nazionale) al  CCA dbr

-Comitato Sarzana, che botta!  (SP)

-Comitato Biodigestore Saliceti (SP)

– Fridays For Future Massa

-Italia Nostra Massa e Montignoso  

-Comitato Ex Cava Fornace

-Associazione Apuane Libere

-Associazione Crisoperla aps