LA POLITICA TOSCANA HA DECISO CHE L’OPERAZIONE BIODIGESTORE DI MASSA VADA AVANTI A TUTTI I COSTI. IN VALDOSSOLA UN CONSORZIO DI 75 COMUNI, NONOSTANTE AVESSERO GIA’ PIU’ DELLA META’ DI SOLDI DAL PNRR PER ILBIODIGESTORE, CI RIFLETTE E RINUNCIA.

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COMUNICATO STAMPA DEL 5.03.2024

LETTERA APERTA AI SINDACI DEI COMUNI DI RETIAMBIENTE SPA

Come letto sui quotidiani in questi giorni – dichiara la “Rete delle associazioni e dei comitati contrari al biodigestore del Cermec” (“Rete”) – la Conferenza dei servizi della Regione Toscana “Direzione Tutela Ambiente ed Energia settore autorizzazione rifiuti” ha dato parere favorevole al progetto per installare a Massa, in area Cermec SpA, un BIODIGESTORE che tratterà 97.500 Tonnellate/anno di rifiuti organici.

Un iter autorizzativo che si è concluso nel silenzio della politica, del mondo sindacale e delle imprese. Una sorta di ‘gioco delle parti’, in cui ognuno tace e tutto si lascia che accada senza un confronto costruttivo, senza che vi sia stata una analisi condivisa e approfondita con i soggetti del territorio, in termini di costi-benefici per i cittadini, per i lavoratori addetti o per quelli del settore economico e turistico etc.

Non ci è sembrato proprio che la politica abbia almeno tentato di trovare delle modalità alternative alla biodigestione. Si è voluta prendere questa direzione perché nel piano regionale dei rifiuti, quello di Massa, rappresentava un impianto strategico per gli scarti organici dell’A.T.O. Toscana Costa.

 La produzione di biometano non è economica – sostiene l’illustre scienziato Gianni Tamino – infatti sarebbe fallimentare senza gli incentivi statali, ha un basso rendimento energetico e non è pulita. Anzitutto si liberano rilevanti odori molesti, ma anche molti inquinanti atmosferici (come polveri sottili, ossidi d’azoto e molti altri, tipici delle combustioni) a causa dei mezzi che trasportano i rifiuti, del cogeneratore che produce l’energia necessaria all’impianto, e infine dalla combustione del metano così ottenuto” 1.

Inoltre, con questo processo produttivo, migliaia di tonnellate di prezioso organico non si trasformeranno in compost e non andranno a rigenerare il suolo, come è sempre esistito in natura. Forse è il caso di ricordare, soprattutto a chi ha il delicato ruolo di governare, che per riprodurre 10 cm di suolo occorrono circa 2000 anni e che, di conseguenza, esso appresenta insieme all’acqua, uno dei beni comuni essenziali da preservare. Ma per la politica, evidentemente, la sostenibilità del suolo è, nella migliore delle ipotesi, solo una enunciazione di principio.

Dai quotidiani abbiamo appreso che l’attuale preoccupazione principale dei sindaci di Massa Francesco Persiani e di Carrara Serena Arrighi sarebbe quella di dover recuperare subito i soldi per la bonifica dell’area S.I.R. del Cermec SpA, senza la quale non è possibile procedere con l’attuazione del progetto (All. 1).

Siamo in attesa – dichiarano i membri della “Rete” – di vedere il tanto annunciato cronoprogramma dei lavori del biodigestore, con la data di avvio dei lavori, che il Cermec dovrà presentare alla Regione entro il 7 marzo. Insieme a questo, chi di dovere, dovrà anche dirci chi coprirà, le spese.

I soldi da recuperare non sono pochi perché ammontano a circa 12.000.000 milioni di euro per le bonifiche; a

751.000 euro per gli interventi di maggiore urgenza allo scopo di avviare i lavori, e ben 42.395.400 milioni di euro per il progetto generale del biodigestore. I Sindaci di Massa e Carrara sui quotidiani hanno fatto riferimento all’accordo con Retiambiente SpA e con A.T.O. (Autorità d’Ambito), attraverso il quale i sindaci si impegnerebbero a finanziare. Ma Retiambiente non è altro che una società per azioni a totale capitale pubblico formata da circa 100 Comuni. Non una entità astratta, ma fatta di rappresentanti di una grossa fetta di cittadine/i toscani in carne ed ossa. Infatti una delle richieste che la “Rete” ha espresso nella diffida ai 100 sindaci di Retiambiente, è stata proprio quella di come essi pensino di recuperare questi costi: se sulle tariffe di conferimento, se con maggiori imposte locali o con la rinuncia a servizi utili? Non è stato sviluppato un Quadro Economico-Finanziario (All.2) dal quale si possa evincere come hanno stimato le tariffe di conferimento del rifiuto (che incidono sulla Tari) per poter verificare la competitività dell’impianto del Cermec rispetto a quelli disponibili sulla piazza nazionale.

Inoltre, dagli atti scaturiti dalla Conferenza dei servizi decisoria non emerge un Piano Economico dettagliato e quello che ci è stato fornito dalla Regione Toscana non ci sembra che lo sia. Ed invece i cittadini, proprio perché l’interlocutore non è un soggetto privato ma Sindaci e primi responsabili della salute pubblica, hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi (Chi fa/cosa/come).

Gli impianti legati agli incentivi, tuttavia, rimangono precari e subiscono scelte geopolitiche sempre più frequenti.

A tale proposito vogliamo ritornare su un caso emblematico che la “Rete” aveva già affrontato nei mesi scorsi a mezzo stampa e, recentemente, nella diffida ai sindaci di Retiambiente spa.

Il caso, è stato riportato ancora una volta sul quotidiano “La Stampa” di Verbano Cusio Ossola del 1.03.2024 (quindi di 4 giorni fa) e mette in evidenza come le decisioni dei sindaci possano essere anche molto diverse quando si vuole essere dalla parte dei cittadini.

E’infatti accaduto che a Premosello Chiovenda (VCO), un comune della Valdossola in Piemonte, era stato approvato nel settembre del 2022, un progetto per la l’installazione di un biodigestore con i fondi del PNRR. Si legge sul quotidiano (All.3) che da un riesame del Piano Economico del progetto, da parte del Consorzio provinciale di VCO (che comprende 75 Comuni2), i costi fossero passati da 20 milioni ai 35 attuali. Il Consorzio ha pertanto fatto domanda al Ministero per un finanziamento integrativo, ma la risposta è stata negativa, così come è stata negativa la domanda di una proroga del progetto che era fissata tassativamente per il giugno 2026. Motivi per i quali, come si evince dall’articolo in allegato, il Consorzio, venerdì scorso ha rinunciato al biodigestore e il 15 p.v. porterà nell’ assemblea dei 75 sindaci la proposta per la ratifica della rinuncia.

A questo punto, date le analogie che riscontriamo con la realtà toscana, corre l’obbligo di fare alcune riflessioni che rivolgiamo non solo ai sindaci di Massa e Carrara, ma a tutti i sindaci di Retiambiente SpA e alle istituzioni competenti.

Il Cermec spa nel 2022 aveva fatto domanda al Ministero dell’Ambiente per avere i finanziamenti del PNRR ma i primi di dicembre 2022, sulla stampa si leggeva che i fondi non erano stati concessi per esaurimento del plafond (notizia confermata dal Cermc stesso), e che i Comuni, all’epoca, speravano nell’aumento delle risorse da parte del Governo o nell’intervento di Regione, Ato e RetiAmbiente3 (vedi recensione stampa).

La politica toscana, ha proseguito nel suo intento senza porsi il problema che il peso della scelta sarebbe ricaduta sui cittadini, come non ha fatto, invece, la Valdossola.

In Toscana i soldi non c’erano e, ancora oggi, il sindaco di Massa (All.2) si chiede a mezzo stampa “Chi rimborserà a Retiambiente i soldi delle bonifiche perché anche questo è previsto…”.

  • Nell’articolo di VCO, a proposito della rinuncia al biodigestore il Consorzio dichiara “…I Comuni avrebbero potuto farsi carico di un mutuo con Cassa depositi e prestiti e negli anni rientrare con la cessione a Snam del biogas prodotto, ma scenari e regole nel settore della conversione energetica dei rifiuti scoraggiano dall’intraprendere questa strada. Grandi impianti da anni in funzione, compreso quello di Montello (Bergamo) dove attualmente vengono portati i rifiuti organici prodotti nel VCO, stanno abbassando le tariffe per assicurarsi il costante quantitativo di materiali da trattare…”.
  • Vale la pena di accennare a ciò che è scritto sempre in questo stesso articolo, a proposito della non concessione della proroga da parte del Ministero al Consorzio del VCO, in cui il presidente del Consorzio stesso ha dichiarato che con 27 mesi di tempo a disposizione per concludere l’opera “è impossibile starci dentro”.

A tale proposito ci vengono in mente i tempi prescritti a Cermec in sede di Conferenza dei servizi decisoria, in cui si chiede al gestore dei rifiuti il cronoprogramma e la compatibilità di questo con la tempistica indicata dal Decreto Dirigenziale del 9.01.2023 di non assoggettabilità V.I.A. , ovvero che:

-in 7 mesi sia realizzata tutta la parte progettuale;

-nei successivi 7 mesi siano realizzati gli interventi di bonifica legati al TAF;

-Nei successivi 27 mesi sia realizzato il progetto di Revamping (ovvero di messa a terra del biodigestore) e il tutto, come era stato detto in Conferenza dei servizi decisoria, deve terminare, se abbiamo capito bene, entro gennaio 2028.

Ci chiediamo se effettivamente è possibile stare in questi tempi visto che inizialmente abbiamo letto nella documentazione che la tempistica sarebbe stata di 5 anni, quindi un anno e mezzo in meno rispetto a quello considerato e che la bonifica può riservare imprevisti come è già successo alla ex Colonia Torino

Certamente la “Rete” continuerà a seguire l’evolversi di tutta la questione.

La “Rete delle Associazioni e dei comitati contrari al biodigestore del Cermec SpA”:

-CCAdbr-Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico composto da:

-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps

-Movimento Consumatori Nazionale aps

-Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

-Associazione Comitato Acqua alla gola Massa

-IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità

-Magliette Bianche di Massa Carrara (LL.Sedi)

-Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara

°Rete NoRigass NoGNL Nazionale

°Comitato dei cittadini per la chiusura di Cava Fornace

° GrIG Presidio Apuane

°La Pietra vivente

°Italia Nostra Massa Montignoso

°Associazione Alberto Benetti APS

°Crisoperla associazione biologica per l’economia solidale aps

° Associazione Acqua bene comune Pistoia e Valdinievole ODV

° ABC Acqua Bene Comune

°Atto Primo salute ambiente e cultura odv

°Rete Toscana in movimento Ma

°Insieme per la Libellula

1 1 Pubblicazione atti del seminario del 20.03.2023 tenutosi a Carrara “Il biodigestore del Cermec spa, è una soluzione veramente sostenibile?” (Da pag. 14 a pag.37); la parte legata alla esclusione della V.I.A. ordinaria trattata dal Giurista ambientale (Da pag. 38 a pag. 49); ma anche le testimonianze di cittadine/i che in Italia vivono nelle vicinanze di biodigestori (Da pag. 50 a pag. 73)

2 Un Consorzio pubblico che ha le caratteristiche di Retiambiente spa (comprende 75 Comuni)

3 https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/pnrr-niente-finanziamenti-a-cermec-il-biodigestore-resta-senza-soldi- 46de31c7

https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2022/12/05/news/pnrr-beffa-per-gli-apuani-tre-biodigestori-finanziati-in-liguria- zero-soldi-per-il-cermec-1.100181681

https://www.voceapuana.com/economia/2022/12/05/sfumano-i-fondi-pnrr-per-il-biodigestore-al-cermec-delusione-e- polemiche/61721/

4 Nei verbali della Conferenza dei servizi decisoria si parla di fideiussione bancaria un problema da risolvere che emerge anche dalla stampa. Quanto verrà a costare ai cittadini tutta questa operazione con le banche?