5 DOMANDE AI CANDIDATI AL PARLAMENTO EUROPEO SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI ORGANICI CON  BIODIGESTORI. Qui le domande da scaricare

Il COORDINAMENTO CCA Dbr INVIA UN ESPOSTO ALLE PROCURE INTERESSATE PER L’INCIDENTE ACCORSO ALLA DISCARICA DI EX CAVA FORNACE
13 Maggio 2024
COMUNICATO STAMPA della  Rete Nazionale per una vera sostenibilità: il perché delle richieste dei cittadini ai candidati al Parlamento Europeo
28 Maggio 2024
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OGGETTO: Richiesta di compilazione del sottostante questionario di 5 domande sul trattamento dei rifiuti organici con digestione anaerobica mediante BIODIGESTORI

Gentilissima candidata, Gentilissimo candidato,

Siamo una Rete di associazioni e di comitati di cittadini che si sta occupando da tempo di tematiche ambientali.

La maggior parte dei componenti della Rete risiede in territori nei quali sono già presenti o in via di essere installati dei biodigestori anaerobiciche, come saprà, sono impiantiper il trattamento della Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano (FORSU) o   il trattamento di deiezioni liquide e solide degli animali, o peggio ancora colture dedicate (mais, triticale etc )  aventi la finalità di produrre  gas metano da immettere nella rete o bruciare per produrre  in energia elettrica .

La decisione di interpellare i futuri europarlamentari, è scaturita da un’iniziativa seminariale [1] effettuata nei giorni scorsi con Gianni Taminogià Professore di Biologia e di fondamenti di Diritto ambientale dell’Università di Padova e Membro del comitato tecnico scientifico dell’associazione internazionale Medici per l’Ambiente ISDE – il quale ha sostenuto che questi processi di trasformazione della biomassa – oltre a generare odori nauseabondi, forte inquinamento acustico e anche forti malesseri in chi è costretto a convivere in prossimità di questi impianti – consumano materia e suolo, inquinano attraverso le emissini di Co2, polveri sottili, ossidi di azoto, diossine ed altre sostanze tossiche, non attuano economia circolare e producono rifiuti. Ma soprattutto sarebbero in perdita se  non ricevessero laute sovvenzioni, incentivi che alla fine vengono pagati con le bollette elettriche nella voce oneri diversi, mentre i costi di gestione sono pagati con la Tari.

Durante l’iniziativa seminariale è stato illustrato anche il costo di gestione dei biodigestori anaerobici che si aggira sui 180-200 euro a tonnellata di rifiuto, ovvero quasi quattro volte superiore a quello del ‘vecchio’ compostaggio che si attesta sui 60-70 euro a tonnellata. A nostro avviso, la decisione sulla collocazione di un impianto di questo tipo andrebbe presa a seguito di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che tenga conto di tutte le condizioni critiche del territorio (livello di inquinamento ambientale, criticità delle risorse idriche, condizioni di salubrità dell’area etc), della vicinanza alle abitazioni e, più in generale, dell’impatto che il nuovo impianto può determinare, privilegiando la tecnologia aerobica (compostaggio) la sola realmente sostenibile per il trattamento del rifiuto organico.

Un altro aspetto problematico che è stato trattato durante l’evento, è quello legato alla possibile presenza di sostanze chimiche nella matrice delle biomasse conferite ai biodigestori (per esempio quelle provenienti da una non buona raccolta differenziata  o perché presenti nei materiali conferiti (si pensi alla possibile presenza di PFAS o altre sostanze chimiche pericolose) che si possono ritrovare anche nei  DIGESTATI (cioè tutta  la materia che resta dopo il processo anaerobico), i quali, se sparsi in agricoltura, possono creare problemi per la salute e per l’ambiente (si pensi alla possibile presenza di PFAS o altre sostanze chimiche pericolose).

La distribuzione del digestato (la sostanza organica che rimane dopo la digestione) è da considerarsi un rifiuto industriale da non usare pertanto nei terreni agricoli come ammendante o concime .

Le scriviamo, poiché nella sua qualità di europarlamentare, potrà avere un ruolo importante nel sensibilizzare l’Assemblea di Bruxelles per modificare la legislazione europea in materia e per indirizzare gli investimenti verso processi produttivi che realizzano una reale economia circolare

Le chiediamo cortesemente di rispondere alle sottostanti cinque domande (a pag. 4 della presente) che riguardano il tema di cui all’oggetto.

La informiamo che ci impegniamo, come abbiamo già fatto in altre occasioni, per far conoscere (attraverso i nostri canali di comunicazione) alle/ai cittadin/i, che in questo momento rappresentano l’elettorato attivo, i risultati dei questionari (sia le risposte e non risposte) così che essi possano orientarsi verso candidate/i più vicini ai loro bisogni.

La risposta al questionario dovrà cortesemente farla pervenire a reteperunaverasostenibilita@gmail.com  entro il 3 giugno 2024 per permettere una elaborazione dei risultati in tempi utili. Abbiamo predisposto anche una versione in word del solo questionario in cui può operare per restituirci la risposta.

La rete delle associazioni e dei comitati, ha deciso di inviare i questionari ai capilista di partiti o coalizioni che si presentano alle elezioni europee, i quali provvederanno a far pervenire (se lo vorranno) gli stessi a tutti i membri delle loro rispettive liste.

La ringraziamo per l’attenzione e Le rivolgiamo i più cordiali saluti.

La Rete di associazioni e comitati contrari ai biodigestori.

°Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS

° Salviamo il Paesaggio Provincia di Cremona” comitato aderente al Forum Nazionale Salviamo il

  paesaggio, difendiamo i territori

° Rete “NoRigass No GNL Nazionale”

° Comitato Sarzana che botta (SP)

Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni CCAdbr

° Movimento Consumatori nazionale APS

° Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ODV

° Associazione Comitato Acqua alla gola Massa

° Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara

° IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità

° Magliette Bianche di Massa Carrara

° No Biodigestore Saliceti – Santo Stefano Magra (SP)

° Gruppo d’ Intervento Giuridico GrIG

° Opzione Zero – Coordinamento No inceneritore Fusina (VE)

° Comitato Residenti Colleferro (Roma)

° Coordinamento Provinciale Comitati Ambiente e Salute di Reggio Emilia

° Comitato vivere meglio di Formignana Ferrara 

° Associazione Il Melograno (FE)

° Legambiente Comacchio (FE)

° Comitato Difendiamo Casal Selce di Roma

° Comitato dei cittadini per la chiusura di Cava Fornace (Discarica)

° La Pietra vivente (MS)

° Associazione Alberto Benetti APS                    

° Italia Nostra Massa e Montignoso

° Alleanza Beni comuni ODV

° Atto Primo salute ambiente e cultura ODV

° Osservatorio Ambientale Pratese

° Crisoperla associazione biologica per l’economia solidale APS

° Rete Toscana in movimento

° Insieme per la Libellula

° Forum Ambientalista ODV per la Toscana  

 Coordinamento Comitati Veneti

° Coordinamento Nazionale Terre Nostre

° Comitato No Biometano Papozze

° Comitato ambiente e sviluppo Cavarzere

° Comitato Salute e territorio per il futuro di Canaro

° Comitato lasciateci respirare Vescovana

° Comitato difesa ambiente Corbola (RO)

° No biogas Caregnano (RO)

° Terre Nostre Villadose

° Rete dei comitati polesani a difesa dell’ambiente

° Italia Nostra Sezione di Rovigo

° Auletta Casa Mia (SA)

° Tutti per l’Ambiente, l’ambiente per tutti di Collesannita (BN)

° Comitato BiometaNO Cremona


[1] LINK della registrazione  del seminario promosso dalla Rete del 2 4 aprile 2024 https://www.youtube.com/watch?v=kQUyT75qYFc