LE PREOCCUPAZIONE DEI CITTADINI DI STAGNO-COLLESALVETTI (LI)
3 Gennaio 2025Le richieste di associazioni nazionali e regionali a Mattarella sui PFAS
21 Gennaio 2025LETTERA APERTA-COMUNICATO STAMPA DEL 7/01/2025
Alla cortese attenzione di Serena Arrighi e Francesco Persiani, Sindaci di Carrara e Massa
Gentilissimi Sindaci,
ci rivolgiamo nuovamente a Voi, nella Vostra veste di primi responsabili della salute dei cittadini, auspicando che gli abitanti di Carrara e Massa, memori degli errori delle politiche del passato in materia ambientale, abbiano un moto di ribellione pacifica riguardo alla decisione di installare in una area, che non si può che definire sacrificale (visto che sarà ubicato in un territorio SIN-SIR che detiene il primato dei tumori in Toscana – Vedi VI Edizione dello Studio epidemiologico SENTIERI del 2023) un BIODIGESTORE nel perimetro del CERMEC SpA (gestore dei rifiuti), ovvero un grande impianto che tratterà 97.500 tonnellate di rifiuti organici l’anno, provenienti da 100 comuni di 4 province dell’ATO Toscana Costa – per produrre biogas/biometano che purtroppo di bio ha ben poco e non è sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e soprattutto in termini di salute.
Come saprete, in questi ultimi due anni le associazioni ed i comitati che sottoscrivono la presente hanno cercato, prima di tutto di non dire NO A PRESCINDERE alla scelta politica fatta da chi ci rappresenta, ma di farci un’idea indipendente basata su fondamenti scientifici legati a questi processi produttivi.
La vasta rete associativa e di comitati che nel frattempo si era formata, ha promosso svariate iniziative. Se ne citano alcune:
-Insieme ad altre 30 associazioni e comitati provenienti da varie parti d’Italia, è stato realizzato un primo seminario nazionale a cui hanno partecipato illustri esperti dell’ISDE (Associazione Nazionale Medici per l’Ambiente) come il professore emerito dell’Università di Padova Gianni Tamino. Egli ha spiegato che “la produzione di biometano, nel suo complesso è molto onerosa e che sarebbe fallimentare senza i generosi incentivi statali, ha un basso rendimento energetico, non chiude il ciclo dei rifiuti perché produce rifiuti (solidi, liquidi e gassosi) e non è rispettosa dell’ambiente, dato che produce inquinamenti. Si liberano rilevanti odori molesti, ma anche molti inquinanti gassosi (come polveri sottili PM 2,5 e PM10, CO2, NOX e molti altri Composti Organici Volatili analoghi ai processi di combustione) generati da mezzi di movimentazione dei rifiuti, dal processo raffinazione del biogas e dal cogeneratore alimentato a metano…;
-Addirittura in una seconda iniziativa, promossa in partenariato con delle reti associative nazionali – tanto per citare un problema attualmente alla ribalta su tutti i media – emerse che quello legato alla presenza di eventuali sostanze chimiche nella matrice delle biomasse conferite ai biodigestori (Es. quelle provenienti da una non buona raccolta differenziata o perché presenti nei materiali conferiti), possono contenere Pfas, un problema che in questo periodo desta grande attenzione dei media per la loro pericolosità;
-In sede di A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), procedimento organizzato dalla Regione Toscana per concedere o meno i permessi al Cermec SpA, ben sedici associazioni e comitati hanno inviato alla specifica commissione gli atti del sopracitato seminario da cui emergevano in maniera più dettagliata le motivazioni per le quali eravamo contrari al Biodigestore;
-La Rete, nel giugno scorso ha sensibilizzato i candidati europarlamentari di tutta Italia su quanto sopra esposto ponendo l’accento sul fatto che il proliferare di societa (multiutility) miste private-pubbliche a cui vengono conferiti i servizi di gestione rifiuti e delle reti idriche urbane sta creando dei centri di monopolio territoriali che non mirano all’efficientamento dei servizi per i cittadini ma piuttosto al ritorno economico per il gestore che non e esposto che non si assume nessun rischio di impresa. Le tariffe, sia pur controllate da ARERA, consentono loro di recuperare tutti i costi sostenuti, anche quelli attribuibili alle loro inefficienze e garantisce il margine lordo di impresa senza condizionarlo ad alcun obiettivo che salvaguardi l’interesse dei cittadini.
-Si sono portati all’attenzione degli amministratori e della politica esempi concreti riguardo ai costi per il trattamento dei rifiuti organici con digestori anaerobici oppure con impianti di compostaggio aerobico.
Tariffe di Conferimento: per impianti di compostaggio 75 €/ton; per i biodigestori con produzione di biogas e compost 120-150 €/ton di cui 25 €/ton di incentivi pagati dai contribuenti nelle bollette alla voce “oneri diversi” (fonte CNR-ENEA)
Consumo energia per funzionamento degli impianti: compostaggio in biocontainers circa 70 Kwh/ton (fonte: prof Zicari) mentre i biodigestori necessitano di ben oltre 350 Kwh/ton cioè più del quintuplo!
Riguardo agli investimenti: il costo di impianti anaerobici con produzione di biogas e compost risulta ben oltre il doppio di quello del compostaggio;
-E’ stata fatta una diffida a tutti e 100 i Sindaci facenti parte di RetiambienteSpA, tra i quali anche Voi due, con la quale si invitavano gli stessi ‘ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle condizioni di insalubrità ambientale, che riguardino impianti, come il biodigestore in itinere, difformi rispetto agli obiettivi vincolanti dell’Italia di riduzione gas climalteranti e della normativa (ad es. Next Generation UE) e Trattati internazionali e non rispondenti a bisogni dei cittadini. Nel caso in cui non dovessero ravvedersi i motivi d’urgenza di cui all’art. 328, 1° c., c.p., la presente valga quale diffida ex art. 328, 2° c., c.p. con richiesta di esame e riscontro urgente’.
Finora, però, Voi ed il mondo politico in generale, Vi siete dimostrati lontani migliaia di anni luce dalle nostre legittime esigenze. I processi democratici che portano a decisioni condivise non esistono più. Spesso a prendere decisioni in materia di ambiente e rifiuti vengono nominati individui che non hanno le competenze per farlo e chi paga siamo sempre noi in termini di salute e di ambiente. Questo si ripeterà anche in occasione della nomina dell’amministratore unico della nuova Sol RetiAmbiente Carrara. Nessuno dei tre “papabili” per questo incarico, infatti, tutti uomini di spicco della sinistra apuana, possiede la minima preparazione tecnico/ingegneristica necessaria per gestire processi delicati come la costruzione di un biodigestore e la bonifica dell’area Cermec. Del resto, anche la storia del SIN/SIR di Massa-Carrara trasmette una lezione molto chiara: chi ha inquinato il nostro territorio non paga e resta impunito.
Pertanto ci riserviamo fin da ora di agire nelle sedi competenti per tutelare inostri diritti di cittadini e contribuenti.
La rete delle associazioni e dei comitati contrari ai biodigestori
CCAdbr-Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico
Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps
Movimento Consumatori Nazionale aps
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua odv
Associazione Comitato Acqua alla gola Massa
Associazione IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità
Magliette Bianche di Massa Carrara (LL.Sedi)
Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara
Crisoperla associazione biologica per l’economia solidale aps
Coordinamento Nazionale Terre Nostre
Rete NoRigass NoGNL Nazionale
Apuane libere odv
La Pietra vivente
Circolo ARCI Spazio Alber1ca
Comitato dei cittadini per la chiusura di Cava Fornace
Associazione Alleanza Beni Comuni odv
Comitato Acqua bene Comune Pistoia
Obiettivo Periferia
Associazione Insieme per la Libellula
