IL CCAdbr CHIEDE CHE IL COMUNE DI CARRARA ORGANIZZI UN INCONTRO PUBBLICO CON TUTTE LE PARTI IN CAUSA, A SEGUITO DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO CHE CONDANNA ENI REWIND e ASI

INCENDIO DELCA ENERGY DI VICOPISANO: SERVONO PIÙ TRASPARENZA, PIÙ CONTROLLI E PIÙ TUTELE PER LA SALUTE DEI CITTADINI
17 Giugno 2026
LA “NUOVA”/VECCHIA POLITICA DELLA REGIONE TOSCANA PROPONE IL REVAMPING CON RADDOPPIO DEGLI INCENERITORI DI MONTALE E DI POGGIBONSI, MENTRE QUELLO DI SAN ZENO E’ GIA STATO REALIZZATO. FORSE NON SI SONO ACCORTI CHE L’UNIONE EUROPEA TAGLIA FONDI PER TUTTO CIO’ CHE NON PREVEDE RECUPERO DI MATERIA
13 Agosto 2026
INCENDIO DELCA ENERGY DI VICOPISANO: SERVONO PIÙ TRASPARENZA, PIÙ CONTROLLI E PIÙ TUTELE PER LA SALUTE DEI CITTADINI
17 Giugno 2026
LA “NUOVA”/VECCHIA POLITICA DELLA REGIONE TOSCANA PROPONE IL REVAMPING CON RADDOPPIO DEGLI INCENERITORI DI MONTALE E DI POGGIBONSI, MENTRE QUELLO DI SAN ZENO E’ GIA STATO REALIZZATO. FORSE NON SI SONO ACCORTI CHE L’UNIONE EUROPEA TAGLIA FONDI PER TUTTO CIO’ CHE NON PREVEDE RECUPERO DI MATERIA
13 Agosto 2026

In questi giorni abbiamo letto sui quotidiani che il Consiglio di Stato (Sezione quarta) con sentenza inappellabile n° 01556/2025 del 23 aprile 2026, ha confermato le due sentenze, emesse dal TAR di Firenze nel 2024, respingendo i ricorsi presentati dalle società Eni Rewind SpA e Agenzia di sviluppo industriale (ASI) Srl e condannandole alla realizzazione delle bonifiche e al pagamento delle spese processuali (€ 15.000 da dividersi equamente tra le due società).

Entrambe le società, seppure in modalità e tempi differenti, sono state ritenute dal tribunale responsabili dell’inquinamento persistente nell’area della ex Italiana Coke, che, dal 1940 al 1989, ha prodotto coke metallurgico e di fonderia, ricadente nel territorio del comune di Carrara ed oggi inclusa nel SIR (Sito di Interesse Regionale). Questo allungamento dei tempi è stato provocato da Eni Rewind e da Asi, perché entrambe non intendevano accollarsi le spese per le bonifiche di questa vasta area (circa 360mila metri quadrati).

I componenti del CCAdbr-Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico), si dichiarano soddisfatti che finalmente si sia fatta luce su questa lunga e complessa vicenda ambientale e resa Giustizia ad una popolazione così martoriata da un elevato numero di tumori ed altre malattie spesso riconducibili all’inquinamento chimico residuo. E’ inoltre estremamente importante che si siano individuati i responsabili di questo tremendo disastro ambientale, che adesso, finalmente, dovranno accollarsi le spese di bonifica, nel rispetto del principio “chi inquina paga”. Questo, però, non cancellerà le morti da inquinamento avvenute negli anni, che hanno reso il nostro territorio tristemente noto a livello nazionale.

Quello che ci colpisce è che, a distanza di quasi 15 giorni  dalla pubblicazione di questa positiva sentenza,  favorevole alla Regione Toscana e alla Provincia di Massa Carrara, che vede soccombere due società colpevoli di reati ambientali, nessuna delle autorità ai vari livelli coinvolte, tra cui il Comune di Carrara, attuale proprietario del lotto 7 dell’ex Italiana Coke, al confine con il Lavello, dove intende realizzare un nuovo parcheggio pubblico per mezzi pesanti, abbia sentito la necessità di rilasciare una dichiarazione pubblica per illustrare e condividere le scelte che adesso verranno fatte nel merito.

Eppure i problemi, a fronte di una decisione del massimo tribunale amministrativo italiano, dovrebbero toccare non solo i cittadini, esposti a seri rischi per la loro salute, ma anche politica, amministratori e sindacati. Questo perché la vasta area dell’ex Italiana Coke, come si legge anche nel progetto presentato da Sogesid per la bonifica unitaria della falda Sin/Sir apuana, “oggi quasi totalmente occupata da capannoni edificati tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000, è suddivisa in 12 lotti produttivi principalmente legati al settore estrattivo”, per i quali la Regione, con procedura precedente al Dm 471/99, ha emesso certificazione di avvenuta bonifica, eccetto che per i lotti 1 e 7A. Ben diverso, invece, il caso della falda dell’intera ex Coke, mai risanata e ancora pesantemente contaminata da ammoniaca e metalli pesanti quali arsenico, ferro, manganese e cromo VI (quest’ultimo ritrovato solo in un pozzo), per la quale adesso dovranno partire le operazioni di disinquinamento, dal momento che il Consiglio di Stato ha scritto nero su bianco che per almeno tredici anni, dal 1976 al 1989, anno della chiusura, l’Italiana Coke ha deliberatamente avvelenato le acque sotterranee con i propri scarti di produzione, scavando all’interno della sua area “grandi e profonde fosse per favorire l’assorbimento ed il drenaggio delle acque ammoniacali verso strati più profondi e verso la falda”. Il pericolo per la nostra salute risulta evidente, poiché il persistere di questa grave contaminazione non interessa solo la falda dell’ex cokeria, ma anche quelle delle adiacenti aree residenziali.

E’ il caso di ricordare che l’articolo 439 del Codice penale prevede pene severissime per chi avvelena le falde acquifere, come la reclusione non inferiore ai 15 anni e l’ergastolo, in caso di morte di una persona.      

Noi, prima di tutto come cittadini, ci domandiamo se le bonifiche dei suoli ricadenti nell’area, che oggi si presenta cementificata e con capannoni in cui lavorano quotidianamente numerosi operai, sono state veramente completate e se rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa vigente, dal momento che  la sentenza conferma che anche in diversi di questi terreni, sebbene già venduti e riutilizzati per nuovi insediamenti produttivi, persiste un quadro di compromissione ambientale. Chiediamo alla sindaca di Carrara Serena Arrighi, in qualità di prima responsabile della salute dei cittadini, di indire urgentemente un incontro pubblico, invitando, oltre ai cittadini, tutte le parti sociali, nonché le associazioni del territorio, per relazionare sullo stato dell’arte e su come intende procedere per far fronte al nuovo stato delle cose derivante dalla sentenza.

Il CCA dbr è composto da: 

Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps

Movimento Consumatori aps

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

Associazione Comitato Acqua alla gola Massa

Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara

IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità Magliette Bianche di Massa Carrara